vivoPUNTO DI PARTENZA E ARRIVO: Vivo d’Orcia (sentiero circolare).
LUNGHEZZA: 10 Km circa.
DURATA: 3 ore circa.
TIPO DI STRADA E PAESAGGIO: breve tratto di strada asfaltata nel paese di Vivo d’Orcia, poi terreno boscoso, strada massicciata, sentiero di bosco attraverso una vegetazione mista con molta ombra davanti alla sorgente del Vivo. Fino ai mesi estivi, dei piccoli rigagnoli attraversano il sentiero.
GRADO DI DIFFICOLTÀ: da facile a mediodifficile (40 minuti circa in salita nel bosco).
DISLIVELLO COMPLESSIVO: 300 m.
SEGNALETICA: Di tanto in tanto segni rossi e bianchi e insegne di metallo rosse e bianche su paletti di cemento.
PUNTI DI RISTORO: Bar “Fonte Vecchia” (Chiuso il Martedì) o ristorante “Il Castagno” (chiuso il Lunedì) a Vivo d’Orcia; si può pianificare una sosta per un picnic alla sorgente del Vivo (2.10 h) o alla cascata (2.45 h).

L’escursione inizia dall’ufficio postale nel centro di Vivo d’Orcia. Seguire l’indicazione “Contea del Vivo/Eremo” e percorrere la “Via Amiata” che diventa “Via dell’Eremo” e che conduce fuori dal paese. La strada asfaltata finisce in una abetina e immediatamente ci si trova presso un ponte di pietra molto romantico (a sinistra). Attraversare il ponte e quindi il torrente del Vivo e raggiungere la “Contea del Vivo”. Sulla destra si erge l’imponente castello “Contea” della famiglia Cervini, ad oggi ancora abitato dalla famiglia stessa. (Nel corso della passeggiata si può ancora notare, da una certa distanza, una costruzione del tardo medioevo). Passare sotto l’arco e raggiungere il meraviglioso borgo dell’Eremo. Prima della chiesa girare a sinistra attraversando la fila di case e proseguire su un sentiero di rena che conduce fuori dal piccolo Borgo. Al primo bivio prendere la strada a destra. (Eventualmente se il recinto è chiuso, lo si può aprire per passare). Fino ai mesi estivi, qui sul sentiero si intersecano due o tre ruscelli. La strada è in salita e dopo circa 40 minuti si giunge a una strada a sterro. Qui girare a sinistra e proseguire per un breve tratto fino a raggiungere la strada asfaltata (SP 129). Attraversare la strada e prendere il sentiero, che va su nel bosco, tra le indicazioni per Vivo d’Orcia/Abbadia San Salvatore e il segnale di confine delle province di Siena e Grosseto. (Qui inizia una salita di circa 40 minuti). Al bivio tenersi sulla destra e camminare lungo il confine delle province. (Per orientarsi servirsi dell’insegna ATC dell’autorità preposta alla caccia delle province di Siena e Grosseto). All’incrocio seguente dopo circa 20 metri, di fronte a un frammento di roccia che si trova sulla destra del sentiero, andare in alto a sinistra. (Il punto di questo incrocio non è molto chiaro da riconoscere perchè …FINO ALLA SORGENTE DEL VIVO l’indicazione potrebbe essere coperta da cespugli e ramoscelli!) La strada si biforca ancora una volta e bisogna tenersi sulla sinistra (notare i segni rossi e bianchi su un faggio). La salita finisce definitivamente in un’ ampia strada sterrata, sulla quale si prosegue verso sinistra. (Segni su targa di metallo messi dalla “Amiata Val d’Orcia” su piccoli pali di cemento). Questo piacevole sentiero da percorrere nel bosco porta a un bosco di alto fusto composto da faggi e abeti. Ignorare le diramazioni che portano in alto a destra. A un tornante a 180° a sinistra proseguire verso il basso. A due paletti di pietra ci si trova a un incrocio a T al quale si prosegue a destra su un’ampia strada sterrata. Attraversare un ponte sbarrato e proseguire fino ad arrivare a un parcheggio. (A sinistra nel bosco ci sono tavoli e panche). A questo punto proseguire in salita passando tra i due cilindri di cemento rossi e bianchi. Si arriva poi a un muro ricoperto di muschio e proseguire lungo il sentiero fino ad arrivare a un recinto di filo spinato (recinto dell’acquedotto). All’insegna verde sulla destra, salire su una scala naturale che porta, dopo circa un minuto, all’ Ermicciolo di San Benedetto. Dopo aver visitato l’Ermicciolo tornare al recinto dell’acquedotto che si percorre ora in senso orario. Prima scendere la scala di pietra e attraversare un ponticello di legno e poi risalire fino ad arrivare all’entrata principale dell’acquedotto. Qui nasce il torrente Vivo. Alla costruzione dell’acquedotto, che risale agli anni trenta e le cui mura, nella parte posteriore, sono ricoperte di muschio, prendere il sentiero a sinistra che forma una specie di pista tagliata attraverso il bosco. In basso a sinistra scorre il torrente Vivo. Passare davanti a un tronco di castagno tagliato e qui notare una pietra miliare in mezzo al sentiero che ora va in discesa. Oltrepassare i resti delle mura di una vecchia vasca per l’acqua (alla vostra sinistra). Il sentiero si fa sempre più stretto fino al torrente che è possibile attraversare grazie ad un ponticello di legno. Dopo il ponte proseguire per il sentiero a destra. Ora il torrente si trova sulla destra. In fine si raggiunge un punto, al di sopra di un lago artificiale con una cascata, dove si trovano dei tavoli e delle panche che invitano a una sosta. (Dopo le scale si arriva a un meraviglioso lago artificiale). Proseguire sulla strada sterrata, raggiungere la strada asfaltata SP65 alla quale si gira a destra per tornare a Vivo d’Orcia.