Ingredienti: 100 g di fagioli cannellini secchi, 100 g di ceci, 100 g di lenticchie, 100 g di farro, 100 g di orzo, 1 kg di castagne del Monte Amiata IGP, 3 salsicce fresche, 1 carota, 1 grossa cipolla, 2 spicchi d’aglio, 1 costa di sedano, 1 rametto di rosmarino, 1 rametto di salvia, 1 rametto di pepolino (o serpillo, una sorta di timo), 2 foglioline di nepitella, olio extravergine di oliva, pepe nero, sale.

Si tratta sì di una rielaborazione della zuppa che il carbonaio cuoco preparava a fine settimana ai colleghi con gli avanzi, ma rivisitata dalla fantasia inesauribile di Rossano Rossi e di sua moglie Siriana, dell’Osteria Il Castagno di Vivo d’Orcia, che ha l’esclusiva della ricetta (farro e orzo non sono certo prodotti tipici dell’Amiata, a dire il vero non si erano mai visti in zona fino al boom del farro, avvenuto non molti anni fa). Comunque, la zuppa è gustosissima – oltreché ricca di calorie – e si consiglia fortemente. Si prepara così: mettere a bagno per tempo i legumi e i cereali e cuocerli poi tutti insieme in acqua salata a fuoco molto basso. Preparare intanto le caldarroste, eliminando le bucce e tritando le castagne finemente, tenendone da parte una manciata intere. Fare un battuto fine con tutti gli odori e lasciarlo appassire in abbondante olio, aggiungendo quindi la salsiccia spezzettata e facendola insaporire. Unire allora i legumi e i cereali con la loro acqua di cottura e i marroni tritati. Proseguire la cottura per qualche decina di minuti fino a ottenere una zuppa semidensa. Aggiustare di sale e rifinire con una manciata di pepe nero e i marroni interi.