{"id":80,"date":"2010-06-23T12:50:40","date_gmt":"2010-06-23T10:50:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terre-di-toscana.com\/?p=80"},"modified":"2010-06-23T12:50:40","modified_gmt":"2010-06-23T10:50:40","slug":"storia-e-cultura-castiglione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/storia-e-cultura-castiglione\/","title":{"rendered":"Storia e cultura"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-155\" title=\"cultura\" src=\"http:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/cultura-280x300.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/cultura-280x300.jpg 280w, https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/cultura.jpg 603w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/>Le prime tracce di vita nei dintorni di Castiglione d\u2019Orcia risalgono probabilmente all\u2019et\u00e0 dei metalli; l\u2019esistenza di una quindicina di tombe etrusche ha portato a supporre tuttavia che il centro abitato sia stato fondato in quel periodo. Pi\u00f9 cospicui i ritrovamenti di epoca romana: tre necropoli e i resti di un edificio termale a San Filippo.<\/p>\n<p>Al 714 risalgono le prime notizie certe relative a Castiglione d\u2019Orcia: un documento concernente dispute tra i vescovi di Siena e Arezzo in cui si nomina la pieve di San Felice, l\u2019antica chiesa del paese che era anche una delle pi\u00f9 antiche diocesi di Chiusi, costruita forse durante il tardo impero romano.<\/p>\n<p>La fortuna di Castiglione cominci\u00f2 per\u00f2 in et\u00e0 longobarda, quando domin\u00f2 a lungo su un tratto di via Francigena, Salimbeni, che gi\u00e0 possedeva la vicina Rocca a Tentennano. La Rocca divent\u00f2 allora il baluardo dei Salimbeni nelle lotte che conducevano con Siena e che durarono fino al 1419, quando avvenne la resa di Cocco Salimbeni e dei suoi fedeli.<br \/>\nNel 1471 furono ricostruite le mura del cassero e fu realizzata una cinta muraria esterna con quarto porte d\u2019accesso, che rimasero sbarrate nel 1536, quando i castiglionesi si rifiutarono categoricamente di far entrare Carlo V e il suo esercito che transitavano per la Val d\u2019Orcia. Sconfitta Siena sconfitta dagli imperiali e annessa al Granducato di Cosimo dei Medici, Castiglion d\u2019Orcia fu concessa in feudo da Cosimo II al marchese Ferdinando Riario di Bologna (1605), che vi costru\u00ec un palazzo utilizzando le parti del castello ancora esistenti; ma nel 1676 il palazzo rimase abbandonato e fin\u00ec per cadere in rovina.<br \/>\nIl granduca Leopoldo di Lorena, figlio di Maria Teresa e in seguito lui pure Sacro Romano Imperatore attravers\u00f2 la Val d\u2019Orcia nel 1775 e nel 1777 trasform\u00f2 l\u2019antico stato senese \u2013 gi\u00e0 smembrato in Provincia superiore, corrispondente all\u2019attuale provincia di Siena, e inferiore, il Grossetano \u2013 ribaltando l\u2019assetto medievale e annettendo a Castiglione i comuni di Rocca d\u2019Orcia, Briccole, Spedaletto, Rimbecca, Geta, Ripa a Musone, Poggio Trecerchi, Poggio d\u2019Orcia e Vivo nel 1777. Cominci\u00f2 allora un processo di unificazione che si concluse solo nel 1867 con l\u2019annessione di Campiglia d\u2019Orcia e Bagni San Filippo, che hanno dato a Castiglione la fisionomia attuale.<\/p>\n<p>La Rocca a Tentennano\u00a0era stata sin dal 1100 propriet\u00e0 di un ramo dei signori dell\u2019Ardenga, che presero pi\u00f9 tardi il titolo di conti di Tentennano (Tiniosi comes de Tintinnano, recita un documento del 1153). Nel 1170 i Tignosi dominavano anche su Bagno Vignoni, sulla terza parte di San Quirico d\u2019Orcia e su altri castelli della valle intorno; nel 1188 uno di loro, Rolando, fu abate del potente monastero di San Salvatore e nel 1247 Aldobrandino di Tentennano comandava le truppe della Repubblica di Siena contro l\u2019esercito perugino. Nel 1207 i Tignosi emanarono la cosiddetta Charta Libertatis, con la quale regolavano i diritti degli abitanti della Rocca nei confronti di loro stessi, che erano stati sino ad allora signori assoluti. Nel 1251, anche la Rocca, come il castrum, pass\u00f2 nelle mani dei senesi, che la abbatterono per ricostruirne, nel 1262, una nuova \u2013 quella che ancora oggi si erge sulla Val d\u2019Orcia. Come sarebbe successo per il castello, anche la fortezza fu data in pegno dai senesi a Salimbene Salimbeni a garanzia della restituzione di 20.000 fiorini da lui prestati alla Repubblica per pagare l\u2019esercito vittorioso della battaglia di Monteaperti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-183\" title=\"rocca\" src=\"http:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/rocca.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"235\" \/>La Rocca fu ceduta definitivamente ai Salimbeni nel 1274, dando il via a un periodo di lotte e schermaglie e ripicche tra la famiglia e Siena, tanto che nel 1380 Caterina da Siena vi soggiorn\u00f2 con il non celato scopo di rappacificare i Salimbeni con la citt\u00e0 (e fu qui che, secondo la Vita di Caterina di Raimondo da Capua, la santa ricevette il carisma della scrittura). La guerra termin\u00f2 soltanto nel 1419, quando un tale Giovanni Zolla apr\u00ec nottetempo le porte facendo entrare i senesi. Cocco dei Salimbeni si sarebbe rifugiato sulla torre con un gruppetto di fedeli, la moglie e il resto della famiglia. Una notte tragica, dai toni cruenti come nell\u2019Iliade, come in un film di Kurosawa o in un dramma di Shakespeare. Cocco respinse tutti gli assalti, ma i suoi sudditi, riuniti in consiglio, deliberarono di voler essere governati \u201cconforme agli altri del contado\u201d e giurarono fedelt\u00e0 alla Repubblica, costringendo Salimbeni ad arrendersi.<br \/>\nLa Rocca divent\u00f2 uno dei punti di forza dei senesi, che da l\u00ec contrastarono le scorribande di Cesare Borgia, il Valentino di Machiavelli, nel 1502, e di Fabrizio Maramaus, detto Maramaldo, qualche anno dopo. Nel 1553, i rocchegiani si arresero senza combattere alle truppe di Carlo V, ma riconquistarono la Rocca e Castiglione qualche mese dopo. Ci\u00f2 non imped\u00ec agli imperiali di riprendersi il territorio, distruggere decine di case coloniche e mettere a ferro e fuoco tutto il luogo. Cominci\u00f2 allora la decadenza della Rocca.<\/p>\n<p>Castiglione d\u2019Orcia \u00e8 uno dei pi\u00f9 vasti comuni della provincia di Siena. Molte frazioni lo compongono, tutte bellissime e di grande interesse per il visitatore. Campiglia d\u2019Orcia \u00e8 un delizioso paesino, circondato da una vista meravigliosa sulla Val d\u2019Orcia. Offre, a parte un paio di ottimi ristoranti, varie possibilit\u00e0 di trekking, a piedi e a cavallo, nonch\u00e9 una scalata verso la torre di guardia, faticosa, ma ricca di ricompense per chi ami uno dei panorami pi\u00f9 belli d\u2019Italia.<br \/>\nBagni San Filippo \u00e8 noto per la impressionante concrezione di materiale sulfureo chiamata Fosso Bianco, intorno al quale \u00e8 possibile fare un bagno rilassante e splendide passeggiate. Il Centro Termale \u00e8 uno dei pi\u00f9 affascinanti e all\u2019avanguardia della zona, situato in una natura incontaminata e luogo di assoluto silenzio e relax.<\/p>\n<p>Rocca d\u2019Orcia \u00e8 un piccolissimo, bellissimo paesino rinascimentale ai piedi della Rocca a Tentennano, con una cisterna che costituisce il centro della piazza e ripropone, con notevoli varianti, la piazza del Vecchietta di All\u2019epoca risale il suo nome, che deriva da castrum e che sostitu\u00ec l\u2019antica denominazione di Petra (come Petra Castillionis lo troviamo citato nei Registri Vaticani delle decime del 1274). A difesa delle via Francigena venne costruito il castello. Questo, con tutti i relativi possedimenti terrieri, rimase propriet\u00e0 dei conti Aldobrandeschi fino al 1094. Allora, una parte della propriet\u00e0 fu donata all\u2019Abbazia di San Salvatore, che ne acquist\u00f2 il restante nel 1154. Ma tale possesso fu contestato dai conti Tignosi della Rocca a Tentennano, vassalli degli Aldobrandeschi, che ottennero i diritti sulle terre con un diploma dell\u2019imperatore Federico I nell\u2019anno 1170. Infine, nel 1251, il conte Aldobrandino di Tentennano fu costretto a sottomettersi alla Repubblica di Siena.<br \/>\nI castiglionesi si trovarono cos\u00ec coinvolti nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini, che culminarono nel 1277 con l\u2019assedio alla Rocca in cui si erano rifugiati i Ghibellini. Dopo quaranta giorni, i castiglionesi sconfissero i Guelfi, catturando il loro capitano, Ridolfo Orlandini, che venne decapitato sulla pubblica piazza. Si mostr\u00f2 cos\u00ec per la prima volta il carattere ribelle e tenace di questo popolo, che deve pi\u00f9 di una caratteristica al nome dei signori di Tentennano: \u2018tignoso\u2019 definisce infatti bene l\u2019indole dei castiglionesi.<br \/>\nData l\u2019importanza che il paese aveva assunto nello scontro tra Guelfi e Ghibellini, i senesi decisero di rafforzare il cassero nel 1309, innalzando le mura. Ma dovettero poi cedere il possedimento in pegno, nel 1315, a Meuccio di Guglielmo Piccolomini, creditore della Repubblica, per riprenderselo poi nel 1321.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prime tracce di vita nei dintorni di Castiglione d\u2019Orcia risalgono probabilmente all\u2019et\u00e0 dei metalli; l\u2019esistenza di una quindicina di tombe etrusche ha portato a supporre tuttavia che il centro abitato sia stato fondato in quel periodo. 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