{"id":79,"date":"2010-06-23T12:46:18","date_gmt":"2010-06-23T10:46:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terre-di-toscana.com\/?p=79"},"modified":"2010-06-23T12:46:18","modified_gmt":"2010-06-23T10:46:18","slug":"storia-e-cultura-abbadia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/storia-e-cultura-abbadia\/","title":{"rendered":"Storia e cultura"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-154\" title=\"storia 4\" alt=\"\" src=\"http:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/storia-4-280x300.jpg\" width=\"280\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/storia-4-280x300.jpg 280w, https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/storia-4.jpg 601w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/p>\n<p>Situata a circa 800 metri d\u2019altezza alle pendici del Monte Amiata, <strong>Abbadia San Salvatore<\/strong> ne \u00e8 stata a lungo il centro pi\u00f9 importante, perch\u00e9 qui si trovava l\u2019entrata alle miniere di mercurio che furono per gran parte del XX secolo la fonte economica principale dell\u2019intero circondario. Il nucleo originario del paese, che nel Medioevo si chiamava Castel di Badia, fu l\u2019abbazia del San Salvatore, uno dei centri religiosi pi\u00f9 importanti dei secoli XII, XIII e XIV<\/p>\n<p>La leggenda narra che l\u2019abbazia fosse fatta costruire dal <strong>re longobardo Ratchis<\/strong> che, fermatosi nei boschi dell\u2019Amiata per cacciare, ricevette l\u2019apparizione del Salvatore dall\u2019alto degli alberi. Il luogo della visione di Ratchis sarebbe il transetto destro dell\u2019attuale, meravigliosa, cripta longobarda, costruita nell\u2019VIII secolo. Composta da trentasei colonne di pietra trachitica dell\u2019Amiata, la cripta sfoggia fusti e capitelli diversi l\u2019uno dall\u2019altro, assemblati dalle mani esperte di un architetto sconosciuto che ha saputo ricreare all\u2019interno di un luogo sacro uno dei boschi di faggio di questa montagna.<br \/>\nI capitelli sorreggono i profili delle volte a crociera e dei sottarchi, mentre nella parte inferiore mostrano una variegata decorazione che attinge i suoi modelli in repertori di origine altomedievale, spesso proseguendoli anche lungo le colonne.<\/p>\n<p>Numerosi i capitelli che rappresentano maschere umane e animali, tracce di una cultura formale assai raffinata che rielabora modelli e spunti forse anche pi\u00f9 antichi.<br \/>\nLa parte superiore dell\u2019abbazia, pi\u00f9 tarda, resta comunque uno dei gioielli del Romanico nella Toscana del sud e fu a lungo un centro di potere: da l\u00ec i monaci cistercensi potevano infatti controllare la via Francigena e per tutto il Medioevo ebbero gioco facile nel mantenere la leadership sulla zona e possessi nel Lazio, in Umbria e nelle diocesi di Chiusi e di Sovana. Di fatto, fu solo con i Lorena che il monastero dell\u2019Amiata inizi\u00f2 la sua decadenza e i tesori che conteneva \u2013 in particolar modo una nutritissima, si dice, biblioteca \u2013 andarono dispersi.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec anche per la famosa Bibbia Amiatina \u2013 una straordinaria opera miniata di origine irlandese, custodita dagli abati per secoli e che oggi si trova alla Laurenziana di Firenze, anche se una bella copia anastatica fa parte del piccolo ma importante tesoro del museo dell\u2019Abbazia. Consacrata nel 1035 dall\u2019abate Winizo, l\u2019Abbazia fu affidata ai cistercensi solo nel 1228. La facciata costituisce una versione, unica per la Toscana, di Westwerk, l\u2019architettura sacra d\u2019oltralpe. La pianta della chiesa \u00e8 a forma di tau, con ampia navata con copertura in vista, preceduta da un atrio interno contenuto tra due torri. Il piano del presbiterio \u00e8 notevolmente rialzato rispetto a quello della chiesa, perch\u00e9 nella parte sottostante si sviluppa la cripta.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-180\" title=\"criptaabbadia\" alt=\"\" src=\"http:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/criptaabbadia.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" \/>L\u2019abbazia conserva vari reperti importanti dell\u2019et\u00e0 medievale. Il capolavoro pi\u00f9 interessante \u00e8 probabilmente il crocefisso ligneo di epoca duecentesca che spicca sul coro: si tratta forse dell\u2019opera di uno dei maestri francesi che lavoravano contemporaneamente a Sant\u2019Antimo e che incuriosisce per via di un\u2019espressione trionfante \u2013 gli occhi spalancati \u2013 che sembra rappresentare piuttosto un \u201cChristus Triumphans\u201d che la Passione. Rarissima \u00e8 anche la casula di San Marco, un tessuto pregiatissimo, probabilmente di epoca bizantina, ricamato con perle di fiume. Ma sono interessanti da vedere anche gli affreschi seicenteschi di Francesco Nasini, rappresentanti la leggenda di Re Ratchis, la visitazione di Maria e altre scene sacre, che \u2013 insieme agli affreschi di altre chiese badenghe (Remedi, Madonna del Castagno, Santa Croce, San Leonardo, Ermeta) costituiscono una parte dell\u2019itinerario nasiniano dell\u2019Amiata.<br \/>\nPer altro, \u00e8 assai bella anche \u2013 per quanto rovinata \u2013 una crocefissione di chiaro gusto umbro (\u00e8 stata attribuita anche al Perugino stesso) che si trova nella Madonna del Castagno. \u00c8 consigliabile anche la visita alla piccola chiesa dei Remedi, con affreschi nasiniani settecenteschi di delizioso gusto rococ\u00f2; mentre in questi giorni verr\u00e0 inaugurato il ciclo pittorico del pittore di Abbadia Renato Guerrini, rappresentante la carit\u00e0 cristiana, nella chiesa di Santa Croce, per celebrarne il duecentocinquantesimo anniversario dalla rifondazione (la chiesa in realt\u00e0 \u00e8 duecentesca).<\/p>\n<p>A fianco dell\u2019Abbazia si svilupp\u00f2 a partire dal Trecento un piccolo borgo, allargatosi nel corso dei secoli: nel centro storico sono ancora visibile splendide case gotiche (come quella detta del Podest\u00e0 nel Corso Maggiore, con archi a sesto acuto e il loculo, la famosa porticina murata che si apriva solo per far uscire dalla casa la salma di uno dei familiari), oltre a modesti, ma interessanti, palazzi pi\u00f9 tardi delle famiglie patrizie. Il Corso Maggiore era anche la via delle botteghe: lo testimoniano alcuni stemmi che costituivano le insegne del sarto (mastro Matteo, come \u00e8 scritto sopra la scultura rudimentale di un paio di forbici), del fabbro o di uno spedaletto (la croce di Malta).<\/p>\n<p>Sin dal Quattrocento \u00e8 inoltre attestata, dall\u2019esistenza di un maglio originale ancora in funzione, la presenza di un fabbro, i cui discendenti oggi sono tra i pochissimi a conservare l\u2019arte della manifattura di spade, oltrech\u00e9 di pennati, falci, ferri da cavallo e attrezzi per la campagna.<br \/>\nDopo la visita all\u2019Abbazia e al centro storico, \u00e8 irrinunciabile un tour del museo minerario, sede di un importante archivio, oltrech\u00e9 di testimonianze relative alla miniera di mercurio. Inaugurata da ingegneri tedeschi (forse i discendenti dei primi monaci? Abbadia \u00e8 in effetti una piccola comunit\u00e0 mitteleuropea nel cuore della Toscana, visto che Amiata fu la Heimat dei longobardi) alla fine dell\u2019Ottocento, la miniera chiuse, per la crisi del mercurio, nel 1976 e fu trasformata nell\u2019azienda florovivaista Floramiata, che tutt\u2019ora costituisce, insieme alle pelletterie, alle aziende agricole e al turismo, una delle voci pi\u00f9 importanti dell\u2019economia amiatina.<\/p>\n<p>Tutt\u2019intorno alla miniera \u2013 e sparsi anche nel paese \u2013 sono da ammirare gli edifici di gusto teutonico costruiti dagli architetti dell\u2019ingegnere fondatore della miniera Friedrich Hamann in epoca Liberty e D\u00e9co.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Situata a circa 800 metri d\u2019altezza alle pendici del Monte Amiata, Abbadia San Salvatore ne \u00e8 stata a lungo il centro pi\u00f9 importante, perch\u00e9 qui si trovava l\u2019entrata alle miniere di mercurio che furono per gran parte del XX secolo la fonte economica principale dell\u2019intero circondario. Il nucleo originario del paese, che nel Medioevo si&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79"}],"collection":[{"href":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}