{"id":77,"date":"2010-06-23T12:38:56","date_gmt":"2010-06-23T10:38:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terre-di-toscana.com\/?p=77"},"modified":"2010-06-23T12:38:56","modified_gmt":"2010-06-23T10:38:56","slug":"storia-e-cultura-radicofani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/storia-e-cultura-radicofani\/","title":{"rendered":"Storia e cultura"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-157\" title=\"Ghino di Tacco\" src=\"http:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Ghino-di-Tacco-279x300.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"300\" \/>Situata a circa 896 metri sul livello del mare, Radicofani fu insediata sin dall\u2019epoca del bronzo. Dopo le invasioni barbariche, i Longobardi, che avevano fatto di Pavia la loro capitale, necessitarono di una strada che la collegasse a Roma e sfruttarono un reticolato di antiche vie etrusche e romane sul quale costruirono quella che sarebbe divenuta la via Francigena. Lungo la via sorsero ben presto luoghi di ricovero, le abbazie del San Salvatore e di Sant\u2019Antimo e alcune fortificazioni, tra cui quella di Radicofani.<br \/>\nDocumenti attestano una disputa tra i monaci del San Salvatore e gli Aldobrandeschi, signori di gran parte della Maremma, che aveva come oggetto il possesso della fortezza, e quindi un passaggio della medesima a Siena e, in parte, al papa. Fu quest\u2019ultimo a dare alla rocca l\u2019aspetto che conserva attualmente, con lavori di ristrutturazione che ebbero luogo alla fine del XII secolo e che di fatto resero la fortezza e il sottostante borgo di Callemala propriet\u00e0 della chiesa, riconosciuta come tale anche dall\u2019imperatore. In questo nuovo ruolo, la torre di Radicofani assistette nel corso del Medioevo a numerosi scontri: tra il papa e l\u2019imperatore, tra Siena, Firenze e Orvieto e cos\u00ec via. Negli stessi anni, anche il borgo si espandeva: risale al 1255 il primo statuto del comune di Radicofani, una delle carte pi\u00f9 antiche di tutto il senese.<\/p>\n<p>La fama della cittadina \u00e8 strettamente legata a quella di un personaggio affascinante e malefico, che ha ispirato anche non molto tempo fa una fase della politica italiana: Ghino di Tacco, citato da Dante e Boccaccio, il Robin Hood dell\u2019Amiata. Tra il 1298 e il 1303 Ghino fu il signore della rocca, della quale si impadron\u00ec con ogni probabilit\u00e0 in maniera poco ortodossa. Lui e i suoi erano infatti soliti far rapine e scorrerie lungo la via Francigena. Pare che, per compiere vendetta su un<br \/>\nnemico, non avesse esitato a seguirlo fino a Roma e a decapitarlo di fronte a un tribunale, per tornare poi con la testa di quello a Radicofani e appenderla in bella vista. Vittima probabilmente di un complotto e implicato in affari di Stato che coinvolgevano Guelfi e Ghibellini, Ghino di Tacco fu probabilmente giustiziato per mano dei senesi e a causa delle loro mire espansionistiche. La Rocca pass\u00f2 infatti, dopo la sua morte, in mano ai Salimbeni, gi\u00e0 proprietari della<br \/>\nvicina Rocca a Tentennano e quindi, definitivamente, in mano alla repubblica di Siena sotto il pontificato di Pio II, nel 1464.<br \/>\nAlla creazione del Granducato di Toscana, la torre sub\u00ec nuovi restauri e lavori che ne sancirono la fine della vocazione bellica. Cominci\u00f2 la decadenza della possente struttura, che nel \u2018700 non era ormai che un mucchio di ruderi, conosciuto per\u00f2 dai pi\u00f9 famosi viaggiatori: re, papi<br \/>\ne Montaigne, Dickens, Lawrence passarono tutti da qui, soffermandosi nella meravigliosa stazione di posta fatta costruire dai Medici a valle della torre. L\u2019importanza, ormai non pi\u00f9 strategica per il controllo della via Francigena, ma storica e architettonica ha spinto nel corso dei secoli a varie ristrutturazioni della fortezza. Le ultime due (negli anni \u201920 e negli anni \u201980 del \u2018900) l\u2019hanno infine resa a noi come attrattiva turistica e centro di rievocazioni medievali di grande fascino.<br \/>\nAnche il borgo resta d\u2019altronde uno dei pi\u00f9 graziosi della provincia di Siena, non solo per l\u2019imponente rinascimentale Palazzo Pretorio, ma anche per le viuzze caratteristiche, i panorami meravigliosi sulla Val d\u2019Orcia, gli splendidi pascoli che circondano la zona e le due importanti chiese di Sant\u2019Agata e di San Pietro, dove \u00e8 possibile ammirare grandiose opere d\u2019arte di Andrea della Robbia e di Francesco di Valdambrino.<br \/>\nNei dintorni c\u2019\u00e8 da vedere un altro graziosissimo borgo, quello di Contignano, fautore di una ribellione contro il tiranno Cocco Salimbeni nei primi anni del\u00a0\u2018400. Contignano \u00e8 soprattutto famoso per un caseificio vincitore dei pi\u00f9 importanti premi, nonch\u00e9 per una sagra del raviolo che si svolge la domenica successiva al Ferragosto e che \u00e8 un appuntamento irrinunciabile per tutti gli enogastronomi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Situata a circa 896 metri sul livello del mare, Radicofani fu insediata sin dall\u2019epoca del bronzo. 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