{"id":5759,"date":"2018-02-02T10:42:12","date_gmt":"2018-02-02T09:42:12","guid":{"rendered":"http:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/?p=5759"},"modified":"2018-02-28T18:24:40","modified_gmt":"2018-02-28T17:24:40","slug":"borgo-di-abbadia-san-salvatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/borgo-di-abbadia-san-salvatore\/","title":{"rendered":"Borgo di Abbadia San Salvatore"},"content":{"rendered":"<section class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Nel 1250 il quadro dell\u2019insediamento amiatino si era accentrato e stabilizzato presentando lo stesso quadro attuale, per la verit\u00e0 era pi\u00f9 accentrato di quanto lo fosse oggi; la fila di frazioni fra Arcidosso e Piancastagnaio non si svilupp\u00f2 infatti prima del 1700, la maggior parte dei poderi della campagna intorno al comune di Radicofani o Castiglion d\u2019Orcia non si era ancora creata. Nel primo Duecento l\u2019intera popolazione amiatina era concentrata in una quindicina di castelli, tutti rimasti con pi\u00f9 o meno successo fino al giorno d\u2019oggi.<\/p>\n<p>La nascita del castello fu frutto della consapevole necessit\u00e0 di concentrare la popolazione locale precedentemente dispersa in insediamenti minori.<\/p>\n<p>Tale ipotesi risulta confermata, oltre che dalla descrizione sopra riportata dell\u2019abbandono di Castel della Pertica, anche da un\u2019antica tradizione erudita locale. Un\u2019iscrizione (falsa) datata 998, rinvenuta nella sala capitolare dell\u2019Abbazia del San Salvatore, riporta l\u2019abbandono degli abitati minori per la costruzione del castello.<\/p>\n<p>La prima fonte \u00e8\u00a0 un documento imperiale del 1094 in cui si ricorda il \u201c<em>castrum abbatiae<\/em>\u201d dotato di \u201c<em>territorio et districtu<\/em>\u201d,\u00a0 la seconda fonte storica \u00e8 un altro documento del 1203 dove viene citato esplicitamente per la prima volta\u00a0 Castel di Badia avente gi\u00e0 un podest\u00e0<em>.<\/em><\/p>\n<p>Senza ogni ombra di dubbio il <em>Castrum Abbatiae Sancti Salvatoris<\/em> divenne uno dei pi\u00f9 importanti borghi della Toscana meridionale <em>\u201crappresentando il pi\u00f9 cospicuo insediamento della Toscana che abbia avuto una matrice monastica\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Intorno alla met\u00e0 del Trecento l\u2019urbanistica del castello era gi\u00e0 formata, le epoche successive vedranno solamente ritocchi e restauri agli edifici gi\u00e0 esistenti. Una pianta schematizzata del Seicento,conservata nella Biblioteca Nazionale di Firenze, costituisce la pi\u00f9 antica raffigurazione del territorio di Abbadia San Salvatore ed evidenzia chiaramente le due parti di cui si compone: il castello e il borgo.<\/p>\n<p>La prima fase insediativa murata,\u00a0 pu\u00f2 essere individuata con la sua forma ovale avente un\u2019unica via all\u2019interno: la Castellina.<\/p>\n<p>Essa posta a poche centinaia di metri dall\u2019Abbazia fu il primo nucleo del castello; sorto nel corso del XII-XIII secolo o come aveva ipotizzato lo storico Kurze ancor prima, durante il periodo della ricostruzione dell\u2019abbazia, consacrata dall\u2019abate Winizo nel 1036. Il piccolo agglomerato poteva essere infatti un luogo di residenza per le maestranze, impegnate per anni nella grande costruzione della nuova chiesa. Il successivo ampliamento del <em>castrum<\/em> fu impostato su quattro assi viari che vanno da nord a sud e che si volgono verso il cuore del centro storico, ossia Piazza Santa Croce dov\u2019\u00e8 collocata la pieve e il palazzo pubblico. Le quattro direttrici principali sono Via dei Fabbri (oggi Garibaldi), Via di Mezzo (Maraghini), Corso Maggiore (Filippo Neri) e Via Mazzini posto verso la Valle del Paglia. Le porte di accesso del <em>castrum <\/em>sono La Porta dell\u2019Abbadia, che si apre verso l\u2019abbazia, La Porta Nuova o del Torrione che si apre verso la Valle del Paglia, La Porticciola che collega il castello al borgo e infine la Porta del Cassero, dove sorgeva la struttura fortificata pi\u00f9 importante e che si apre verso il Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Oltre alla piazza gi\u00e0 citata di Santa Croce l\u2019unica che raggiunge una notevole dimensione (sebbene fosse ancora pi\u00f9 piccola rispetto al presente) \u00e8 quella del \u201cMercato\u201d, cos\u00ec chiamata per via appunto dell\u2019istituzione mercatale che in questo borgo ha tradizioni antichissime, al Monastero fu concesso di tenere un mercato annuale gi\u00e0 avanti la met\u00e0 del IX secolo.<\/p>\n<p>La descrizione fatta da Pio II nel corso della sua visita ad Abbadia nel 1462 fornisce una raffigurazione interessante del centro storico:<\/p>\n<p><em>\u201cVi sono molti e popolosi borghi ma quello che chiamano Abbadia eccelle su tutti gli altri per la bellezza incantevole della sua posizione; \u00e8 situato ad oriente, e non \u00e8 pi\u00f9 lontano dalla cima del monte che dal fiume Paglia.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura form\u00f2 nel mezzo una vallata di circa otto stadi, dovunque ricoperta da castagni dominata da aspre rupi; gli antichi vi costruirono un borgo, ben difeso da una parte dagli scogli pendenti a picco, e dall\u2019altra da un alto muro e da una fossa piena d\u2019acqua corrente. Dentro le case sono sufficientemente comode, fabbricate con pietra squadrata, ricoperte da tetti costruiti con materiale resistente alle nevi. Davanti alla cittadina, la selva \u00e8 stata tagliata per circa uno stadio per coltivare orti e anche qualche campo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il Borgo si svilupp\u00f2 a sud del Castello, collegato a quest\u2019ultimo mediante la porta \u201cPorticciola\u201d.<\/p>\n<p>Il numero degli abitanti salir\u00e0 nel tempo fino ad arrivare a 700 a met\u00e0 del Duecento, verr\u00e0 costruito anche un palazzo pubblico che testimonia il rafforzo delle istituzioni cittadine, la notevole crescita demografica che far\u00e0 superare le 2.600 unit\u00e0 dar\u00e0 impulso alla costruzione del Borgo. E\u2019 questo il momento in cui avviene il totale accentramento della popolazione, una fase che inizia con la costruzione del <em>castrum<\/em> e ha il suo apice con la creazione del Borgo, dove vennero accolti anche gli abitanti degli insediamenti della Val di Paglia e della Via Francigena che abbandonarono cos\u00ec in larga parte gli antichi villaggi.<\/p>\n<p>La posizione del Borgo, non certo ottimale, fu dovuta a motivi pratici, la presenza di un salto d\u2019acqua infatti fu sfruttato per azionare dei mulini<u>.<\/u><\/p>\n<p>A differenza del Castello,\u00a0 il Borgo ebbe un precario sistema difensivo, basato sullo sfruttamento degli scoscendimenti del terreno e la parte tergale degli edifici, le due porte di accesso erano: la Porta del Borgo, ristrutturata di recente, sul lato occidentale, e la Porta dei Mulini che si apriva sulla strada principale, di cui adesso rimangono soltanto alcuni elementi architettonici.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;]<style type=\"text\/css\" data-type=\"the7_shortcodes-inline-css\">.shortcode-single-image-wrap.shortcode-single-image-486b4890a90ae31ccb0bda42e845446d.enable-bg-rollover .rollover i,\n.shortcode-single-image-wrap.shortcode-single-image-486b4890a90ae31ccb0bda42e845446d.enable-bg-rollover .rollover-video i {\n  background: ;\n  background: -webkit-linear-gradient();\n  background: linear-gradient();\n}\n.shortcode-single-image-wrap.shortcode-single-image-486b4890a90ae31ccb0bda42e845446d .rollover-icon {\n  font-size: 32px;\n  color: #ffffff;\n  min-width: 44px;\n  min-height: 44px;\n  line-height: 44px;\n  border-radius: 100px;\n  border-style: solid;\n  border-width: 0px;\n}\n.dt-icon-bg-on.shortcode-single-image-wrap.shortcode-single-image-486b4890a90ae31ccb0bda42e845446d .rollover-icon {\n  background: rgba(255,255,255,0.3);\n  -webkit-box-shadow: none;\n  box-shadow: none;\n}\n<\/style><div class=\"shortcode-single-image-wrap shortcode-single-image-486b4890a90ae31ccb0bda42e845446d alignnone  enable-bg-rollover dt-icon-bg-off\" style=\"margin-top:0px; 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