{"id":1438,"date":"2013-02-26T16:36:00","date_gmt":"2013-02-26T14:36:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terre-di-toscana.com\/?p=1438"},"modified":"2013-02-26T16:36:00","modified_gmt":"2013-02-26T14:36:00","slug":"gli-sfratti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/gli-sfratti\/","title":{"rendered":"Gli sfratti"},"content":{"rendered":"<p>Dolce tipico della comunit\u00e0 ebraica di Pitigliano, viene ancora oggi riproposto dal pasticcere Flamini di Semproniano e ricorda un po\u2019 (se si eccettua la forma) i topi di Castell\u2019Azzara. La sua forma ricorda il bastoncino con cui veniva intimato agli ebrei, nel \u2018700 \u2013 con l\u2019arrivo dei Medici a Pitigliano \u2013 lo sfratto dalle case della citt\u00e0 (le guardie bussavano alle porte con bastoncini del genere) e il trasferimento nel ghetto. La ricetta \u00e8 tramandata da Edda Servi Machlin nel suo bel libro The Classic Cuisine of the Italian Jews (1981). Edda Servi \u00e8 nata nella comunit\u00e0 ebraica di Pitigliano nel 1926, ma vive in America dal 1958. Autrice di numerosi libri di ricette di cucina ebraico-italiana e di memorie della comunit\u00e0 da cui proviene, \u00e8 tra i maggiori studiosi delle influenze ebraiche sulla cucina italiana del mondo. Originariamente introdotta in Italia dagli ebrei provenienti dalla Giudea o anche dalle regioni del Medio Oriente e del Nord Africa, la cucina ebraica italiana fu ben pi\u00f9 che un semplice adattamento dei piatti italiani alle imposizioni dietetiche ebraiche: si tratt\u00f2 piuttosto di un felice matrimonio degli antichi piatti e dei metodi di preparazione ebraici con gli ingredienti locali basato su un uso immaginativo di erbe fresche, frutta e verdura. Quindici secoli dopo, sotto l\u2019influenza dei rifugiati spagnoli e portoghesi, questa dieta fu arricchita con alcuni piatti sefardici.<br \/>\n<strong>Ingredienti<\/strong>: per la farcitura: 700 gr di noci tritate, 1 arancia pi\u00f9 mezza (solo la buccia), 300 gr di miele, 1 bicchierino di Sambuca: per la sfoglia: 6 uova, 100 gr di zucchero, 1 bicchierino di whisky, 800 gr di farina 00. Iniziare la preparazione con il ripieno, tritando le noci e impastandole col il miele (che sar\u00e0 stato scaldato a bagnomaria se sar\u00e0 troppo solido); aggiungere quindi la buccia di arancia grattugiata e infine il bicchierino di sambuca (l&#8217;impasto dovr\u00e0 risultare piuttosto denso). Amalgamare bene gli ingredienti e quindi lasciar riposare per un po\u2019. Preparare intanto la sfoglia, formando con la farina una fontana. Aggiungere le uova e il bicchierino di whisky. Il segreto ora sta nell&#8217;amalgamare bene la pasta finch\u00e9 non diventa liscia e uniforme. Dopodich\u00e9 formare con il matterello delle strisce lunghe 20 cm e larghe 10-12 cm. Farcire la sfoglia con il ripieno e arrotolare come un sigaro, chiudendo le estremit\u00e0. La forma finale dello sfratto, prima di essere messo in forno, dovr\u00e0 essere come segue: lunghezza 20-25 cm, diametro 2-3 cm. Riscaldare il forno a 180\u00b0C. Imburrare una teglia, cospargendoci sopra un po&#8217; di farina. Mettere gli sfratti in forno e cuocerli per 15 minuti girandoli di tanto in tanto. Si possono degustare tiepidi o a temperatura ambiente e si mantengono per circa 10 giorni in luogo fresco e asciutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dolce tipico della comunit\u00e0 ebraica di Pitigliano, viene ancora oggi riproposto dal pasticcere Flamini di Semproniano e ricorda un po\u2019 (se si eccettua la forma) i topi di Castell\u2019Azzara. 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