{"id":1281,"date":"2013-02-26T12:10:25","date_gmt":"2013-02-26T10:10:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terre-di-toscana.com\/?p=1281"},"modified":"2013-02-26T12:10:25","modified_gmt":"2013-02-26T10:10:25","slug":"castagne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/terre-di-toscana.com\/terreditoscana\/castagne\/","title":{"rendered":"Castagne"},"content":{"rendered":"<p>Per secoli, la dieta dei montanari dell&#8217;Amiata si \u00e8 basata sulla polenta di castagne (il &#8220;pan di legno&#8221; dell\u2019antico adagio), accompagnata \u2013 quando era possibile &#8211; da ricotta, salsicce, animelle, baccal\u00e0 in umido con cipolle, aringa, ventresca, agnello con le patate o anche da sola in tempo di ristrettezze. Pi\u00f9 frequentemente, le castagne venivano usate per ricette veloci come le castrate (incise e arrostite sul fuoco in una padella bucata, detti anche gogliuli), il fiandulone (pane fatto con farina di castagne e farina di grano), le bucchiate (sbucciate e cotte in acqua aromatizzata con finocchio, dette anche monne), le brodolone (arrostite, sbucciate e lessate, ridotte a un denso brodo), i castroni (cotte in acqua e finocchio, dopo essere state incise sulla buccia), i suggiuli (lessate con la buccia) e le vecchierelle (castagne secche lessate con una foglia di alloro, oggi generalmente ricoperte di cioccolata). Nel dopoguerra, il benessere ha fatto s\u00ec che i piatti a base di castagne si siano rarefatti nei m\u00e9nu casalinghi e in quelli dei ristoranti, ma oggi \u2013 grazie soprattutto al fatto che il prodotto ha acquistato il marchio IGP e sull\u2019Amiata \u00e8 stata creata la prima Strada della Castagna europea, gestita dall\u2019Associazione della Castagna IGP del Monte Amiata \u2013 assistiamo a una vera e propria riscoperta di questo sapore antico e l\u2019ingrediente viene spesso sottoposto a numerose sperimentazioni, in piatti dolci o salati. Ottime occasioni per scoprire questo squisito frutto dell\u2019Amiata, insieme ai funghi, al vino novello e all\u2019olio, sono le numerose feste d\u2019autunno del territorio, che si tengono in tutti i comuni in ottobre e novembre: la festa della Biondina (la castagna, appunto) a Cana di Roccalbegna a met\u00e0 ottobre; la festa della Castagna Ciola a Castel del Piano e la festa della Castagna di Monticello Amiata, Cinigiano, all\u2019inizio di ottobre; la festa d\u2019Autunno di Abbadia San Salvatore, la festa del Fungo e della Castagna a Vivo d\u2019Orcia e la Castagna in Festa ad Arcidosso nei due weekend centrali di ottobre, la sagra del Marrone di Campiglia d\u2019Orcia e la sagra del Marrone Santafiorese a Santa Fiora a fine ottobre e il Crastatone di Piancastagnaio intorno alle feste dei Santi. Si possono allora degustare anche il dolce tipico di Bagnolo di Santa Fiora, il Ciaramito \u2013 il dolce di castagne che le future suocere servivano ai pretendenti delle figlie il giorno della richiesta di fidanzamento (si dice infatti che il nome derivi dall\u2019espressione \u201cc\u2019ha marito\u201d) \u2013, o ancora la pasta di castagne condita con ricotta o il tacchino ripieno di castagne, i castagnacci e cos\u00ec via. Il piatto pi\u00f9 tradizionale resta comunque la polenta di farina di castagne. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per secoli, la dieta dei montanari dell&#8217;Amiata si \u00e8 basata sulla polenta di castagne (il &#8220;pan di legno&#8221; dell\u2019antico adagio), accompagnata \u2013 quando era possibile &#8211; da ricotta, salsicce, animelle, baccal\u00e0 in umido con cipolle, aringa, ventresca, agnello con le patate o anche da sola in tempo di ristrettezze. 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